Crossodromo

BASTA PISTE AD ORBASSANO !   

Una percorso fuoristrada, un crossodromo, non è una pista per macchinine o biglie, è un serpente di terra battuta invadente e impattante sull’ambiente che lo circonda. Il rumore, il rombo dei motori, la polvere, il traffico, lo rendono insopportabile a chi risiede vicino ad esso. Si potrà dire che è una questione di gusti.
Certo…

Il problema, però, è che questo percorso è stato creato in maniera non corretta!

O, meglio, per poter realizzare il percorso di Tetti Valfrè, che è poi diventato una pista di gara per moto e quad, è stato chiesto un permesso per: “percorso a fini turistici e sportivi non competitivi, su tracciati già esistenti sul territorio”.

Quindi è stata ignorata brutalmente la Legge regionale 32 del 1982 (e successive modificazioni) che regolamentano questi siti.

Sono stati ignorate le leggi regionali e ignorati gli obblighi procedurali.

A tutt’altra categoria, infatti, la legislazione regionale assegna le piste che hanno come scopo un utilizzo competitivo!

La Legge regionale 40 del 1998, comprensibilmente stringente, prevede per le piste competitive l’obbligatorietà della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), che deve essere richiesta dagli aventi interesse direttamente alla Provincia di appartenenza.

Insomma, per una pista di cross l’iter legislativo è decisamente più complesso e lungo di quello per un percorso turistico.

Ed ora la beffa, sia per i residenti a Tetti Valfrè, tormentati dal rumore e dalla polvere, sia per chi crede nella legalità!

Nell ‘estate 2011, dopo un preciso verbale della Polizia locale che toglieva ogni dubbio rispetto alla già avvenuta fruizione agonistica della pista e dichiarava il circuito non più confinabile entro i criteri della Legge Regionale 32/82, il dirigente dell’Ufficio Urbanistica di Orbassano il 16 giugno 2011 diffidava la società “Orbassano Racing” dall’organizzare e dallo svolgere attività difformi dai dettami della Legge Regionale 32.

E’, inoltre, tuttora giacente un esposto al Corpo Forestale dello Stato che denuncia le difformità di un “percorso sportivo naturalistico” che invece ospita gare.

Non è stato sospeso nulla!

Non è stato fatto nulla dall’Amministrazione per sanare questo abuso!

A Tetti Valfrè è attivo un crossodromo a pagamento, riconosciuto da due Federazioni!

E’ l’unico “Percorso turistico” della Regione Piemonte, ai sensi della L.R.32/82, ad essere riservato ai soci “Federazione Motoristica Italiana” e “A.I.C.S.” : pedoni e ciclisti ne sono completamente esclusi!

La pista è frequentata al 98% da veicoli non immatricolati, da competizione, in palese violazione al regolamento comunale che impone l’accesso al sito solo a “veicoli catalizzati EURO 3 o superiori”!

Unico percorso della Regione Piemonte ai sensi della L.R. 32 / 82 ad essere “sotto chiave”,  opportunamente recintato come un Crossodromo!

L’istituzione del percorso è avvenuta con una delibera di giunta, contrariamente a ciò che prescrive la legge, non su percorsi preesistenti ma su TERRENI AGRICOLI PRODUTTIVI!

Occupa 70.000 metri quadrati, l’equivalente di quasi 10 campi da calcio!

Un percorso turistico che si estende su 70.000 metri quadrati di terreno agricolo produttivo di prima categoria il cui valore di affitto si è, miracolosamente e improvvisamente, moltiplicato proprio grazie all’abuso!

Dulcis in fundo!

Il vigente P.R.G.C. prevede per quei terreni una destinazione esclusivamente agricola produttiva. Che fare, allora?

Si fa una bella variante a questo Piano Regolatore e – zacchete! – la pista viene lagalizzata!

E i cittadini, specie chi risiede a Tetti Valfrè?

OLTRE AL DANNO LA BEFFA!