Inceneritore

L’ inceneritore di Torino trufferà i cittadini, avvelenandoli.

Il sindaco Fassino e la Provincia di Torino stanno costruendo un mega-inceneritore a Gerbido, tra Grugliasco e Collegno,  a due passi da Torino.

Spenderanno 503 milioni di euro, tutti soldi pubblici.

L’impianto verrà privatizzato, non sarà possibile il controllo da parte dei cittadini e provocherà un aumento delle tariffe di smaltimento a carico dei comuni e della tassa rifiuti a carico dei cittadini.

Bloccherà la raccolta differenziata e lo sviluppo delle alternative, genererà emissioni nocive ed inquinamento per i prossimi 30 anni

Per questo abbiamo il DIRITTO di dire che non lo vogliamo e che vogliamo che i lavori siano bloccati e l’impianto riconvertito.

1)     I rifiuti sono una risorsa ed il trattamento a freddo dei rifiuti, accompagnato dalla raccolta differenziata e dal recupero di materie prime, sono una realtà.

Se un inceneritore produce 60 posti di lavoro, il trattamento a freddo ne produce fino a 600, con un costo decisamente inferiore, risparmi sui costi di smaltimento e sulla tassa rifiuti pagata dai cittadini.
L’inceneritore immetterà in atmosfera 10 tonnellate di microinquinanti e nano particelle.
A Parona uova contaminate da diossina, a Brescia aumento dei tumori infantili, a Melfi e Pietrasanta inceneritori chiusi dalla magistratura per gravissime contaminazioni ambientali.

2)      Non vogliamo pagare più tasse ed essere avvelenati per sovvenzionare le lobby degli inceneritori.
Iren, la società che comprerà l’inceneritore, è oberata dai debiti provocati dalla mala gestione e dalla lottizzazione politica; impedisce il controllo pubblico sui bilanci e sugli stipendi dei dirigenti; non garantisce la trasparenza sui livelli di inquinamento. A Parma ha deciso di aumentare la tariffa di smaltimento a 168 euro/tonn, 60% in più della media italiana.
Una autentica truffa legalizzata.

3)      L’impianto per funzionare a regime dovrà bruciare carta e plastica proveniente dalla raccolta differenziata e metano. Non brucerà solo rifiuti indifferenziati: è una ecoballa.
In questo modo impedirà alla raccolta differenziata di decollare.
Verranno bruciati rifiuti provenienti da fuori provincia trasformando Torino in una pattumiera.
Il rendimento energetico è basso, dovendo bruciare anche metano: per ogni Kwh “prodotto” un inceneritore ce ne fa sprecare molti di più: 3-5 kWh di energia che dovremo spendere per ricostituire la carta e la plastica bruciate e che potremmo risparmiare con il riuso e il riciclo (Fonte: MIT (Massachusetts Institute of Technology)

4)      La regione Emilia ha deciso di chiudere gli inceneritori esistenti perché inquinanti ed antieconomici, mentre il Parlamento Europeo ha chiesto l’introduzione del divieto di incenerimento dei rifiuti che possono essere riciclati o compostati entro il 2020″.